Scorie nucleari in Sardegna: facciamo chiarezza



A colloquio con Andrea Idini (Ph.Me), 𝗣𝗿𝗼𝗳. 𝗱𝗶 𝗙𝗶𝘀𝗶𝗰𝗮 𝗡𝘂𝗰𝗹𝗲𝗮𝗿𝗲 c/o l'Università di Lund (Svezia) ed Enrico D'Urso (La Fisica che non ti Aspetti), 𝗙𝗶𝘀𝗶𝗰𝗼 𝗕𝗶𝗼𝗺𝗲𝗱𝗶𝗰𝗼 e divulgatore scientifico.


Spoiler: la scienza ci dice che queste attività non sono impattanti per l'ambiente (anzi, portano più benefici che costi), sono ad alto valore aggiunto per il territorio in cui vengono svolte e facilmente monitorabili, rappresentano il futuro della tecnologie e uno dei settori più strategici nei prossimi anni.

Molto, e ribadisco, MOLTO più sicure e pulite delle attuali procedure in corso per il trattamento dei rifiuti, Sardegna compresa.

Detto ciò.


La Sardegna è una delle regioni più inquinate d'Italia, nella sua storia ha ricevuto molti più danni che benefici dalle scelte di sviluppo industriale effettuate, ci sono zone in Sardegna in cui viene sconsigliato di mangiare i prodotti locali per via del loro potenziale nocivo, in cui i tumori sono più numerosi rispetto alla media. E non solo: il 60-70% delle servitù militari italiane risiede in Sardegna, all'interno di esse vengono fatte esercitazioni di ogni tipo, dannose per cittadini e ambiente.


Porto Torres, Portovesme, Ottana, Quirra, Sulcis-Iglesiente, Sarroch (per via della Saras), Teulada, sono alcuni dei nomi che fanno terrore ad un sardo per ciò che rappresentano, ovvero distruzione socio-sanitaria-ambientale (e spesso economica!).

Per tutti questi motivi il pregiudizio dei sardi è elevatissimo e, stavolta, più che giustificato (anche in me).

Questi fatti storici e un poco diffuso in media approccio scientifico rendono difficilissimo trattare questi argomenti.


Abbiamo deciso di farlo con due scienziati esperti ed autorevoli.


Consigliatissima anche la lettura di questo post:

https://bit.ly/riassunto-scorie di Enrico, nostro ospite, che riassume perfettamente i concetti chiave.


Lo so, è dura. Abbiamo tutte le ragioni del mondo per essere sospettosi e non fidarci delle scelte della nostra classe dirigente.

Ma non facciamo l'errore di ragionare per partito preso.

Sforziamoci di andare in profondità.

Ascoltiamo e leggiamo la scienza.

Proviamo a capire ed informarci, per davvero.

Noi, nel nostro piccolo, stiamo provando a farlo.


PS sulla base dei commenti letti

Scorie nucleari e/o scorie radioattive... ed uno pensa subito ad Hiroshima o Chernobyl.

Non è così, ragazzi.

Proviamo a sforzarci di ragionare lucidamente.


La maggior parte dei rifiuti radioattivi arriva/erebbe da ospedali (anche sardi) ed industrie (anche sarde). Il problema delle centrali nuclari in senso stretto (che ricordo, purtroppo, in Italia non esistono*) non è primario.


Sono rifiuti che già produciamo e che continueremo a produrre.

Anzi, ne produrremo sempre di più e sempre più radioattivi, per motivazioni sanitario/mediche (tra l'altro motivazioni positive, visto che riguardano il miglioramento delle cure grazie ai progressi della fisica medica).


Smaltirli in modo moderno, sicuro e tecnologicamente avanzato crea BENEFICI, non danni, DIMINUISCE l'inquinamento, non lo aumenta, crea VALORE AGGIUNTO, non lo distrugge.


La Sardegna è una delle regioni più inquinate d'Italia per scelte folli passate (curioso vedere che alcuni di quelli che protestano, difendono quelle scelte), aprendoci agli sviluppi tecnologici in tema di smaltimento, potremo smettere di esserlo. Se, invece, continueremo a privarci dei progressi della scienza in questo settore, continueremo ad esserlo sempre di più.


Vogliamo migliorare o vogliamo darci la zappa sui piedi ancora una volta?


Per un quadro completo: http://bit.ly/scorie-in-Sardegna


*dico purtroppo perché anche se in molti continuano ad ignorare questo fatto, il ciclo di produzione di energia tramite il nucleare è quello più pulito e sicuro al mondo (http://bit.ly/si-al-nucleare )

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